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Rimandare e poi ancora rimandare, ovvero rinviare all’infinito, è un fenomeno comune che colpisce molte persone, indipendentemente dall’età o dalla professione. Si tratta di un comportamento che porta a rimandare compiti, decisioni o attività, spesso all’infinito, ma che, a lungo andare, va a discapito del benessere personale e professionale.
Cosa è la Procrastinazione, ovvero il Rimandare sistematicamente?
La procrastinazione è l’atto di posticipare, di rimandare, intenzionalmente e costantemente un’attività o un compito, anche quando si è consapevoli che questo comportamento può portare a conseguenze negative.
Il rinvio costante e il rimandare: come si manifestano?
La manifestazione di questo comportamento può prendere svariate forme, citiamo quelle che con maggiore frequenza vengono riportate in seduta ai nostri psicologi psicoterapeuti dello Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia di Cernusco sul Naviglio:
- rimandare scadenze lavorative
- posticipare attività quotidiane
- evitare decisioni importanti
Quali sono le cause della procrastinazione e del rimandare all’infinito?
Le ragioni per cui un soggetto tende a rinviare costantemente sono assolutamente soggettive e possono variare da situazione a situazione, da contesto a contesto, ma possiamo riassumere quelle che più frequentemente i nostri assistiti ci presentano durante i loro percorsi di psicoterapia psicoanalitica o di crescita personale:
- paura del fallimento: la paura di non riuscire a portare a termine il compito può portare a evitare del tutto quel progetto
- perfezionismo: la ricerca della perfezione può rendere difficile/impossibile iniziare un lavoro
- mancanza di una sufficiente motivazione: quando un compito sembra noioso, molto oneroso, poco interessante, è facile scegliere di rimandarlo a “quando avrò l’ispirazione”
- sovraccarico di scadenze e di incombenze sul lavoro: un eccessivo numero di impegni può portare a sentirsi sopraffatti, in affanno, ad avere attacchi di panico, un senso di ansia e oppressione, portando alla procrastinazione come strategia per allontanare questi malesseri
- cattiva gestione e organizzazione del tempo: scarse capacità organizzative possono rendere difficile pianificare i passaggi atti a completare i compiti più complessi.
Due note sulla Decision Fatigue
La decision fatigue è un fenomeno psicologico in cui la qualità delle decisioni peggiora man mano che si prendono più decisioni (personali e professionali), le risorse cognitive si esauriscono, portando a decisioni impulsive o all’evitamento della scelta, aumentando il senso di soffocamento e la fatica mentale. In pratica la necessità di prendere decisioni banali, unitamente al decidere su questioni più importanti e urgenti, causa un aumento significativo dello stress e dell’ansia fino ad arrivare, nei casi più gravi, ad un esaurimento emotivo che conduce a scelte sbagliate. La stanchezza decisionale non ti impedisce quindi solamente di prendere decisioni, ma può farti prendere decisioni sbagliate.
Gli effetti del continuo rimandare
Rimandare e procrastinare continuamente può avere importanti effetti negativi sulla vita del soggetto. In diversi casi osserviamo come i nostri assistiti, che iniziano un percorso con i nostri psicologi psicoterapeuti presso lo Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia di Cernusco sul Naviglio, riportino come il costante rinvio di quanto devono fare li porti a:
- ansia e stress: il rinvio di compiti, progetti e incombenze può portare ad un accumulo crescente di lavoro e, di conseguenza, a una maggiore ansia unita ad un senso di soffocamento e ad una difficoltà nel riposo notturno
- calo dell’autostima: se continuo a rimandare, non riuscirò mai a portare a termine alcun compito e questo, alla lunga, può influenzare negativamente la percezione che abbiamo di noi stessi e la nostra self confidence
- compromissione delle relazioni: procrastinare impegni di lavoro o familiari può influire negativamente sulle relazioni che intratteniamo sia a livello personale che professionale
- opportunità di vita perse: rimandare costantemente le decisioni, magari quelle importanti che mettono maggiore ansia, può portare a perdere significative opportunità.
Esistono delle strategie per combattere il rinvio seriale?
Nell’articolo Rimandare e temporeggiare: come smettere di procrastinare ci siamo posti la domanda e ne abbiamo dato una lettura in relazione al tema della scelta. Oggi proviamo a fare invece un elenco pratico che, ovviamente, non è valido per tutti, ma è solo uno spunto, affinché ciascuno possa sviluppare i suoi strumenti.
Ecco alcuni esempi pratici di strategie per evitare di rimandare costantemente:
- stabilisci obiettivi chiari, definiti, realistici, ma soprattutto misurabili
- suddividi i compiti più complessi e articolati in tante piccole tappe di avvicinamento all’obiettivo generale
- impara a gestire meglio il tempo e le pause (che fanno anch’esse parte del ciclo di lavoro), ad esempio utilizzando la Tecnica del pomodoro (suddivisione del lavoro in intervalli di 25 minuti)
- crea un ambiente di lavoro confortevole attorno a te sia dal punto di vista psicologico (evita distrazioni possibili) sia da quello fisico (utilizza una sedia comoda e una buona luminosità, ad esempio)
Smettere di rimandare costantemente è possibile
Rimandare costantemente è una forma di evitamento molto comune che spesso emerge durante i percorsi degli assistiti del nostro Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia di Cernusco sul Naviglio, quindi non sei il solo a soffrirne. L’altra buona notizia è che, attraverso un supporto psicologico o una psicoterapia psicoanalitica con i nostri psicologi psicoterapeuti potrai affrontare questa dinamica comprendendone le radici profonde così da migliorare il tuo benessere psicologico oltre che la tua produttività professionale.
Se questo continuo rimandare sta influenzando negativamente la tua vita, rivolgiti con fiducia ad uno specialista.




