Sono bulimica e incinta. Disturbi alimentari e gravidanza.

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“Sono bulimica, sono incinta e adesso?” Così esordì una mia paziente in un primo colloquio.

Come conciliare disturbi alimentari e gravidanza?

Molte donne riferiscono come il periodo della gravidanza sia stato il momento più bello della loro vita, tuttavia non è sempre così laddove la donna soffre di un disturbo del comportamento alimentare. Perché? Come mai essere bulimica ed essere incinta può essere complesso?

Soffrire di bulimia quando si è incinta può essere molto faticoso in quanto, ad esempio:

  • La gravidanza porta con sé un repentino cambiamento corporeo con il quale non è così facile prendere confidenza, soprattutto per una donna che già presenta delle difficoltà in tale direzione e che ha un rapporto complesso con il cibo.
  • Aspettare un bambino significa confrontarsi il cambiamento, non solo fisico, ma anche della propria posizione soggettiva, di fronte al marito/compagno, ai parenti, agli amici, ai colleghi.
  • Questi nove mesi possono portare ad un aumento del controllo sul proprio corpo che può prendere anche una forma di eccesso di controllo innalzando i livelli di ansia.

Tutte queste cose insieme possono essere difficili da gestire e far aumentare i livelli di ansia.

Quali difficoltà potresti incontrare in gravidanza se soffri di un disturbo alimentare

Anzitutto dobbiamo sottolineare come la gravidanza sia sempre un’esperienza nuova, soprattutto se si tratta del primo figlio, per una donna e per la coppia e come la semplice scoperta di questa porti con sé dei cambiamenti.

La gravidanza in una donna che soffre di un disturbo alimentare ha delle specificità che la caratterizzano e con le quali è necessario fare i conti, conti che non sempre riescono con facilità.
Le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare vivono un’intensa paura di aumentare di peso e si caratterizzano per un’alterazione del modo in cui vivono il peso o la forma del proprio corpo, elementi che influenzano eccessivamente il livello dell’autostima.

La progressione della gravidanza e la conseguente modifica delle forme corporee mette in crisi l’ideale di magrezza ponendo la donna in una condizione fisica e psicologica che la porta ad interrogare profondamente e a confrontarsi con il tema della corporeità, della femminilità, del rapporto con la propria madre, dell’alimentazione, della sessualità, dell’indipendenza, che spesso costituiscono i nodi cruciali attorno ai quali si articolano i disturbi alimentari.

Alimentazione in gravidanza quando si soffre di disturbi del comportamento alimentare

Essere bulimica e incintaUn regime alimentare equilibrato è sempre importante nella vita di una persona, a maggior ragione durante la gravidanza.
Aspettare un bambino non deve però portare a mangiare “per due”, la donna non deve iper-alimentarsi, ma puntare alla qualità, alla varietà e all’equilibrio. Questo potrebbe essere il momento ottimale, soprattutto per quelle donne che soffrono di un disturbo alimentare per rivolgersi con fiducia ad una nutrizionista che possa accompagnarle e rassicurarle in questa delicata fase laddove il disturbo alimentare, soprattutto se severo, potrebbe costituire un fattore di rischio per lo sviluppo del feto e per la salute della gestante.

Gravidanza e ricadute del disturbo alimentare

La gravidanza è un periodo molto particolare, unico da certi punti di vista, nella vita di una donna, e, pertanto, è bene dedicare attenzione anche a quegli aspetti emotivi più faticosi che caratterizzano la gravidanza e il post-partum.
L’esperienza clinica mostra come una donna che abbia sofferto in passato di un disturbo alimentare possa andare incontro ad una ricaduta durante questi due delicati momenti perché, diciamoci la verità, mettere al mondo un figlio è un’avventura meravigliosa, ma non è affatto semplice per una donna e le difficoltà possono aumentare se ci troviamo in presenza di un disturbo alimentare.

Quali fattori potrebbero portare ad una ricaduta nella bulimia in gravidanza o post-partum?

La gravidanza e il post-partum si caratterizzano per essere dei momenti di grande cambiamento nella vita di una donna, cambiamenti a vari livelli.

I punti di maggiore criticità che vengono riportati in seduta dalle mie pazienti attengono anzitutto agli inevitabili cambiamenti fisici e dell’immagine corporea unitamente alle famose nausee, all’aumento della stanchezza e i classici episodi di vomito peculiari dei primi mesi di gravidanza. A causa del nuovo movimento ormonale che si innesca durante i nove mesi la donna è soggetta anche ad importanti cambiamenti emotivi che potrebbero sopraffarla (confusione, felicità, tristezza, ansia e depressione, …).

È importante sottolineare come le donne che soffrono o hanno sofferto di un disturbo del comportamento alimentare sono maggiormente soggette al rischio di sviluppare ansia e depressione prenatale e post-partum.

La gravidanza è un periodo molto particolare, unico da certi punti di vista, nella vita di una donna, e, pertanto, è bene dedicare attenzione anche a quegli aspetti emotivi più faticosi che caratterizzano la gravidanza e il post-partum.Da ultimo, non dobbiamo dimenticare come avere un figlio porti con sé l’entrata in una nuova dimensione della propria vita personale e di coppia, oltre che di fronte ai familiari e al contesto sociale portando ad incontrare un cambiamento nelle relazioni. Confrontarsi quotidianamente con un bambino significa allenarsi alla flessibilità, fare i conti con il fatto che le nostre aspettative potrebbero essere disattese, uscire da quella rigidità “tutto o nulla” che spesso si accompagna alla bulima.

Nel periodo post-partum la donna potrebbe sentirsi sommersa dalle responsabilità, magari sola dinnanzi a questa nuova dimensione, spaesata laddove la maggior parte del suo tempo, della sua vita e della sua concentrazione adesso sono tutte indirizzate verso il neonato.

Proprio in questo momento i padri sono fondamentali accanto alle madri, sono risorse preziose accanto alle proprie mogli e compagne che, quanto mai, hanno necessità anche loro di un po’ di accudimento, sostegno e rassicurazione.

La bulimia in gravidanza è rischiosa per il bambino?

È fondamentale non sottovalutare mai i possibili effetti di una bulimia della madre in gravidanza in quanto vi possono essere degli effetti importanti sul feto.
Laddove leggendo questo articolo ti riconoscessi essere una donna bulimica e incinta avvisa la tua ginecologa e parlatene insieme con fiducia per monitorare al meglio la situazione, per te e per il bambino.

Dal punto di vista psicologico invece, se sei già seguita da una psicoterapeuta per il tuo disturbo alimentare questa può essere una splendida occasione per arrivare al cuore di questa difficoltà e trovare la chiave di volta per superarla. Se invece non ti sei ancora rivolta ad una psicoterapeuta che si occupa di disturbi alimentari, prova a prenderti del tempo per valutare questa possibilità, potrebbe aiutarti in questo particolare momento della tua vita iniziare un percorso di psicoterapia.

Alternare abbuffate e restrizioni alimentari già non fa bene all’organismo, figuriamoci ad un feto che si sta formando per diventare un bambino e che per far questo necessita di un apporto quotidiano, costante ed equilibrato delle sostanze nutritive per il suo sviluppo.

La gravidanza è compatibile con un disturbo alimentare, ma non bisogna sottovalutare la situazione e fare da sole. È fondamentale farsi affiancare da uno specialista preparato (ginecologo, psicoterapeuta, nutrizionista) per potersi confrontare e monitorare al meglio l’evoluzione della situazione.

È fondamentale non sottovalutare mai i possibili effetti di una bulimia della madre in gravidanza in quanto vi possono essere degli effetti importanti sul feto.Da ultimo è bene tenere in considerazione che le donne che soffrono di bulimia potrebbero, più facilmente, incorrere in problematiche mediche quali diabete gestazionale, ipertensione, difficoltà nell’allattamento, aborti spontanei, parti pretermine e depressione post-partum.

Per tutte queste ragioni è bene non essere da sole ad affrontare un momento come questo, già complesso in assenza di altre patologie. Vi sono professionisti preparati a cui puoi chiedere aiuto, specialisti che possono ascoltarti, supportarti e accogliere la tua fatica sostenendoti in questo viaggio.

“Sono bulimica, sono incinta e adesso?” Cosa fare in caso di gravidanza se soffri di un disturbo alimentare

L’obiettivo di questo articolo è quello di esplicitare, anche senza avere la pretesa di esaustività, come un disordine alimentare sia compatibile con una gravidanza, ma rappresenti un serio fattore di rischio per la salute della donna in gravidanza e per il nascituro se trascurato.

L’esperienza clinica, a partire anche dalla frase precisa della mia paziente “Sono bulimica, sono incinta e adesso?”, mi porta a sottolineare l’importanza di valutare seriamente l’ipotesi di intraprendere un percorso psicoterapico per una donna bulimica e incinta, non solamente a vantaggio di se stessa, ma adesso, anche a vantaggio del suo bambino.

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