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È “violenza contro le donne” qualsiasi atto fisico, sessuale o psicologico rivolto a donne in virtù del loro genere, ma non dimentichiamo che anche gli uomini possono essere vittima di violenza.
Non si tratta di casi isolati ma di un fenomeno strutturale: non restare sola, non avere paura di parlarne con amici e conoscenti, non c’è da vergognarsi.
Le diverse forme di violenza
- Violenza fisica: schiaffi, pugni, strattonamenti, lesioni e aggressioni visibili (sono solo la punta dell’iceberg)
- Violenza psicologica: controllo ossessivo, isolamento, umiliazione, svalutazione, manipolazione psicologica volta a farti dubitare della tua percezione della realtà, memoria o sanità mentale (la violenza psicologica può durare più a lungo di quella fisica e lasciare ferite invisibili)
- Violenza economica: adoperarsi per impedirti o ostacolarti nel trovare/andare a lavorare o formarti e specializzarti, controllare l’accesso al denaro, ai conti bancari, alle carte, usare il denaro o le risorse come leva per minacciarti o impedirti di separarti da lui
- Stalking: comportamento persecutorio fatto di pedinamenti e appostamenti, molestie telefoniche e digitali, fino alle minacce
Cosa spinge gli uomini ad usare violenza contro una donna - le motivazioni dell’aggressore
- Dinamiche di potere e controllo: radici patriarcali, egemonia maschile, fallocentrismo, narcisismo patologico
- Motivazioni psicologiche: senso di inadeguatezza, bisogno di dominio, gelosia estrema, scarsa tolleranza alla frustrazione, bisogno di affermarsi, modelli relazionali disfunzionali, ossessione
- Vissuto traumatico: ripetizione del trauma subito, storia personale di abuso
- Ciclo della violenza: tensione – aggressione – “luna di miele” – ri-tensione
Perché la donna resta in un clima di terrore e angoscia sempre soggetta alla violenza
- Meccanismi interni: paura (di escalation, dell’ignoto), speranza che le cose migliorino, amore per il partner, senso di colpa
- Meccanismi difensivi psicologici: negazione, minimizzazione, dissociazione
- Ostacoli esterni: isolamento sociale, mancanza di risorse economiche, dipendenza affettiva (è importante sottolineare che non è una scelta semplicemente razionale rimanere, ma un complesso intreccio di fattori affettivi, psicologici e relazionali)
- Sindrome dell’infermiera: pensiero magico secondo il quale la donna può cambiare il proprio uomo che non chiede però di essere cambiato perché non vede il problema
Cosa accade dopo la violenza - conseguenze per la vittima
- Conseguenze fisiche e psicologiche: sviluppo di disturbi d’ansia, depressione, disturbo post traumatico da stress, disturbi alimentari (es. bulimia), problemi di salute cronici, lesioni, cicatrici fisiche e psicologiche
- Effetti: sul piano relazionale, lavorativo, sulla stima di sé (più della metà delle donne vittime segnala perdita di autostima o fiducia in se stessa e negli altri)
È cruciale evidenziare che il trauma non si esaurisce con l’evento: l’effetto cumulativo e la permanenza del danno richiedono un intervento mirato con un professionista, come quelli che puoi trovare presso lo Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia di Cernusco sul Naviglio.
La psicoterapia può aiutarti e sostenerti
Un percorso di psicoterapia psicoanalitica può aiutarti a diventare consapevole di quanto stia accadendo, può sostenerti in questo passaggio delicato e non lasciarti sola ad affrontare tutto questo.
- Lavorare con una donna vittima di violenza significa, per gli psicologi psicoterapeuti del nostro Studio di Cernusco, innanzitutto accoglierti in uno spazio sicuro, non giudicante, dove la parola può emergere e prendere corpo
- Lavorare sull’autoconsapevolezza, sul riconoscere la violenza, capire i meccanismi relazionali, identificare le tue risorse interne, recuperare confini e desideri, rafforzare le tue risorse personali
- Supportarti nel processo di allontanamento dall’aggressore: elaborare la dipendenza affettiva, costruire un nuovo progetto di sé, interrompere la dinamica dell’abuso
- Per quanto attiene alla dimensione traumatica, la terapia psicoanalitica consente di elaborare il vissuto, dare senso al dolore, ridurre i sintomi, favorire la rinascita relazionale e personale
Non perdere la speranza: non restare sola
- Rivolgersi ad uno psicoterapeuta non significa essere “matti”, bensì prendersi cura di sé, attivarsi per cambiare perché il cambiamento è possibile, assumersi la responsabilità del proprio benessere e di quello dei propri figli
- È possibile uscire dalla violenza e ricostruire una vita più piena, con consapevolezza e dignità con il sostegno adeguato (psicoterapeuta e avvocato)
- Se pensi di essere vittima di violenza: informati, chiedi aiuto, non restare sola, rivolgiti alle associazioni sul territorio, ai centri antiviolenza, chiama il numero 1522, rivolgiti ai Carabinieri, contatta il servizio Sola Mai del Comune di Cernusco, inizia un percorso di psicoterapia
Subisci violenza? Chiedi aiuto al 1522
Il numero gratuito 1522, attivo 24 ore al giorno, è messo a disposizione di tutti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità per accogliere le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di ogni forma di violenza e stalking.
Se ti ama non ti fa violenza fisica, psicologica o economica. Non rimanere da sola. Chiedi aiuto subito.




