Come aiutare i figli in sovrappeso o obesi. Tre consigli utili.

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L’Italia presenta una percentuale del 42% di bambini in sovrappeso o obesi nella fascia di età 5-9 anni. La percentuale diventa del 34,2% nell’età compresa fra i 10 e i 19 anni. Per quanto attiene quindi l’obesità infantile: l’Italia risulta tra i primi Paesi nella classifica europea.

Cosa fare e come aiutare i figli in sovrappeso o obesi?

I genitori sono la risorsa più preziosa accanto ai figli, vengono prima di chiunque altro. I genitori possono fare molto, possono fare la differenza.

Quali, allora, i consigli su come aiutare i figli in sovrappeso o obesi?

  1. Non sottovalutare mai gli aspetti psicologici connessi al sovrappeso e all’obesità dei propri figli.
  2. Chiedersi cosa possa agitare e angosciare il proprio bambino/a o il ragazzo/a.
  3. Provare a parlare con questi di come stia e non di quanto pesi.

Aiutare i figli in sovrappeso o obesi. Tre consigli utili.L’intervento dei genitori è fondamentale nell’insegnare alle nuove generazioni il rispetto e la curiosità verso le diversità, ivi compresa la diversità di taglia e di immagine corporea.
Questo consentirebbe di ridurre la discriminazione sociale avverso le persone obese, che non è appannaggio dei bambini e dei ragazzi, ma pervade anche il mondo adulto (tant’è che non è così infrequente che, ad un colloquio di lavoro, venga preferito un candidato normopeso rispetto ad un altro sovrappeso o obeso, a parità di competenze).

Stigmatizzazione del bambino obeso e sovrappeso e atti di bullismo

Risulta importante che i genitori non sottovalutino mai gli aspetti psicologici legati al sovrappeso e all’obesità, soprattutto in considerazione della stigmatizzazione che bambini e adolescenti in sovrappeso e obesi subiscono dal gruppo dei pari. Purtroppo questi soggetti possono andare incontro a “semplici” prese in giro fino ad atti di bullismo veri e propri, che possono influenzare grandemente il benessere psicologico fino ad avere episodi di rifiuto della scuola e isolamento sociale.
Questi soggetti possono andare incontro a “semplici” prese in giro fino ad atti di bullismo veri e propri, che possono influenzare grandemente il benessere psicologico fino ad avere episodi di rifiuto della scuola e isolamento sociale.Le ricerche mostrano come le ragazze obese risultino addirittura quattro volte più a rischio di diventare vittime di aggressioni da parte dei pari rispetto ai ragazzi obesi. Tali comportamenti, che possono essere vissuti come veri e propri abusi possono indurre questi soggetti a sviluppare un disturbo alimentare.
Le ultime ricerche evidenziano addirittura come vi sia una diretta associazione fra l’aver subito un abuso nell’infanzia e lo sviluppo dell’obesità.

Genitori e figli davanti allo specchio: come aiutare i figli in sovrappeso o obesi a rapportarsi con la propria immagine

Ritengo fondamentale che i genitori possano aiutare i propri figli a interagire, a conoscere e a rispettare la propria immagine corporea promuovendo in loro un sano rapporto con l’immagine di sé non focalizzando tutto il discorso attorno al numero che la bilancia restituisce. Dietro a quel numero, c’è un mondo, un mondo interiore fatto anche di paure e fragilità (per ulteriori informazioni mi permetto di rimandare alle domande frequenti presenti sul mio libro “Obesità, sovrappeso e disturbi alimentari: una lettura psicoanalitica. Patologia dell’oralità, patologia della dipendenza, patologia del legame con l’Altro”).

Obesità, sovrappeso e disturbi alimentari: una lettura psicoanalitica. Patologia dell'oralità, patologia della dipendenza, patologia del legame con l'AltroLa paura delle nuove generazioni di aumentare di peso è assolutamente legittima, data la discriminazione sociale a cui le persone obese e sovrappeso sono esposte, tanto che è proprio in questa fascia adolescenziale e preadolescenziale che incontriamo un’impennata dei casi di disturbi alimentari. La domanda che i giovani fanno di intraprendere percorsi nutrizionali o psicologici non andrebbe mai sottostimata, ma incoraggiata, purché questi si rivolgano a degli specialisti in materia e non a “dottor Google”.

La famiglia può essere una risorsa, ma non solo

È necessario usare le parole con responsabilità e prestare attenzione quando si tocca il tema della fisicità e del sovrappesoLa pratica clinica, unitamente a diverse ricerche scientifiche, mette in luce come alcune delle parole più pesanti sul corpo, delle derisioni e delle prese in giro sul peso e sull’immagine corporea provengano proprio da genitori, fratelli e sorelle, parenti stretti.
È necessario, pertanto, usare le parole con responsabilità e prestare attenzione quando si tocca il tema della fisicità e del sovrappeso sia in presenza, sia in assenza dei figli, perché non bisogna mai sottovalutare l’impatto che determinate, parole, affermazioni, riflessioni possono avere.

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