Psicoanalisi: un’esperienza soggettiva per giungere alla consapevolezza di sé

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La psicoanalisi è un’esperienza soggettiva.

Che cos’è la Psicoanalisi?

Sigmund Freud chiama la psicoanalisi la “cura della parola”. È un metodo che permette al soggetto, tramite la parola, di incontrare e, successivamente, farsi carico di ciò che lo fa soffrire e che gli si presenta sotto la forma enigmatica di un sintomo.

Compito del professionista, così come fanno tutti gli psicologi psicoterapeuti del nostro Studio di Cernusco sul Naviglio, sarà quello di aiutare il soggetto a costruire una domanda, ad aprirsi a degli interrogativi, i suoi interrogativi, sostenendolo nell’ascolto di sé e nella costruzione delle proprie personali risposte, facendosi partner nel lavoro del soggetto.

In ottica psicoanalitica il sintomo è un messaggio da interpretare, un’organizzazione simbolica, un discorso che contiene un senso. È la soluzione di compromesso che il soggetto ha inconsciamente trovato per far fronte ad altro di cui può non essere ancora consapevole.
Il sintomo “parla” innanzitutto a colui che lo patisce e il soggetto può soffermarsi a notare come il sintomo gli faccia segno di qualcosa al di là della sofferenza che esso comporta. Questo porta la persona a darne una pre-interpretazione, una lettura che spesso orienta verso la consultazione con un professionista al fine di interpretare meglio questo curioso messaggio dal significato sconosciuto. Si potrebbe quindi affermare che il soggetto, a sua insaputa, nel sintomo e per mezzo del sintomo si esprime.

Queste poche righe non pretendono e non desiderano esaurire la risposta alla domanda in cosa consista il metodo psicoanalitico. Neanche volendo si potrebbe farlo, proprio perché la psicoanalisi altro non è che un’esperienza soggettiva, un’esperienza che si compie dentro e fuori un percorso di psicoterapia psicoanalitica.

“Che cos’è una psicoanalisi? È leggere, ossia interpretare, nel sintomo causa di sofferenza, il messaggio occulto che vi ha depositato il desiderio inconscio. Questo desiderio non coincide affatto con quello che si vuole o si crede di volere. Molte volte le analisi iniziano proprio quando il soggetto si rende conto che c’è una scissione tra il suo volere cosciente e il suo desiderio inconscio.”

Sigmund Freud

Sigmund Freud: il padre della psicoanalisiSigmund Freud (1856-1939) è il Padre della Psicoanalisi. Lui stesso la definisce “[…] un procedimento per l’indagine di processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoché impossibile accedere; […] un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; […] una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica.”. Laureatosi in medicina nel 1881, nel 1885 diventa specialista in malattie nervose e comincia a lavorare a Parigi con il celebre clinico Charcot. Con lui incontra per la prima volta l’isteria, qualcosa di profondamente nuovo e diverso rispetto al sapere medico in quanto i sintomi isterici fanno eccezione al sapere convenzionale essendo sintomi corporei che però non hanno un’eziologia, ovvero una causa, nel corpo. Dalla successiva collaborazione con Breuer nascono, nel 1895, gli “Studi sull’Isteria”. Nel 1900 pubblica “L’interpretazione dei sogni”, testo rivoluzionario dove si evidenzia come i sogni parlino all’essere umano e dell’essere umano in quanto Freud identifica il sogno come la “via regia” per l’inconscio. L’elaborazione delle teoria freudiana poggia su alcuni concetti fondamentali, quali il transfert, la prima e seconda topica (conscio, preconscio, inconscio; Es, Io, Super-Io), il complesso di Edipo, la libido, il conflitto tra Eros e Thanatos, … . Nel 1908 si tiene il primo Congresso della Società Psicoanalitica Internazionale. La produzione editoriale freudiana è raccolta nei 12 volumi delle Opere edita da Bollati Boringhieri.

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