Vigoressia o bigoressia: significato, cause, sintomi e cura dell’anoressia riversa

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Anoressia riversa, o vigoressia, è un disturbo del comportamento alimentare e dell’immagine corporea che si declina, essenzialmente, al maschile, ma che vede, ultimamente, un aumento di casi anche fra le donne.

Anoressia riversa: l'importanza della prevenzione

I disturbi del comportamento alimentare si configurano ormai, nella società contemporanea, quale epidemia sociale davanti alla quale non è più possibile chiudere gli occhi, ma è fondamentale occuparsene agendo soprattutto a livello preventivo, in particolar modo per quelle patologie di cui si parla meno come la vigoressia o anoressia inversa.

I disturbi alimentari sono in preoccupante aumento

La pratica clinica dei nostri psicologi psicoterapeuti dello Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia dott.ssa Valentina Carretta di Cernusco sul Naviglio e il confronto con le società scientifiche mostra chiaramente come, nel tempo, le caratteristiche psicopatologiche di questi disturbi siano profondamente mutate e come questi si siano articolati maggiormente declinandosi in forme assai diverse.

Anoressia riversa: l'importanza della prevenzioneI quadri “più famosi” restano quelli di Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, insieme all’Obesità Psicogena e al Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Accanto a questi notiamo come vi sia, purtroppo, un aumento dei soggetti che soffrono di un disturbo alimentare in fascia pediatrica: nei bambini più piccoli, neonati compresi, questi prendono la forma delle anoressie precoci, della pica, del mericismo, mentre, mentre nella fascia 8-12 anni assistiamo già a forme di anoressia, bulimia e obesità. Inoltre osserviamo la comparsa e l’aumento dei disturbi alimentari maschili, assenti fino a dieci/quindici anni fa, che prendono le forme, ad esempio dell’anoressia riversa o inversa (chiamata anche vigoressia o bigoressia o Complesso di Adone).

Prevenire il disagio psicologico

Negli incontri di equipe che svolgiamo regolarmente fra i professionisti e i collaboratori esterni dello Studio di Psicoanalisi e Psicoterapia di Cernusco sul Naviglio osserviamo come giungano da noi per un percorso psicologico psicoterapico quei soggetti che non sono riusciti ad occuparsi adeguatamente del loro disturbo alimentare – in genere coloro che volevano “farcela da soli” – passando dall’anoressia, alla bulimia, o viceversa e sviluppando, in diversi casi, ulteriori dipendenze da diversi oggetti (alcool, sostanze stupefacenti, fumo, videopoker, …).

Anoressia riversa, vigoressia, bigoressia, complesso di Adone, anoressia inversa: cos'è?

Harrison G. Pope, professore di psichiatria all’Università di Harvard, in uno studio condotto nel 1993 descrive, per la prima volta, una sindrome denominata anoressia riversa“reverse anorexia” syndrome, where they [bodybuilder,n.d.a.] believed that they appeared small and weak even though they were actually large and muscular. […] they declined social invitations, refused to be seen at the beach, or wore heavy clothes even in the heat of summer because they feared that they looked too small. (Sindrome dell’“anoressia inversa” dove [i bodybuilders, n.d.a.] credevano di apparire piccoli e deboli nonostante fossero effettivamente grandi e muscolosi. […] questi declinavano gli inviti sociali, si rifiutavano di essere visti in spiaggia o indossavano abiti pesanti anche nel caldo dell’estate perché temevano di essere troppo piccoli.).

Questa particolare forma di anoressia, conosciuta anche come vigoressia, o bigoressia, è osservabile prevalentemente negli uomini e, per questo, nota anche come il Complesso di Adone.

Vigoressia: quando l’ossessione per un corpo perfetto diventa una malattia

L’anoressia riversa è osservabile, come abbiamo visto, prevalentemente negli uomini, nonostante, da alcuni anni, stia aumentando anche l’incidenza nel sesso femminile.

I pazienti che vedono i nostri psicologi psicoterapeuti dello Studio di Cernusco sul Naviglio osservano come coloro i quali soffrono di questa patologia presentino una “dismorfia muscolare”, ovvero una dispercezione della loro immagine corporea, dispercezione opposta a quella che si verifica nell’anoressia.

L’anoressia inversa viene chiamata anche complesso di Adone dal momento che il soggetto vede il suo corpo come troppo esile e poco muscoloso (il riferimento è ad un ideale irraggiungibile di corpo perfetto dove la persona si confronta costantemente con questo suo proprio ideale di perfezione corporea estremo, esasperato, irraggiungibile).

Anoressia riversa e vigoressia: le cause

Lo sviluppo della vigoressia, anoressia inversa, è spesso correlata ad un contesto familiare dove sono presenti atteggiamenti tendenti al perfezionismo, eccessiva attenzione alle apparenze, al giudizio degli altri, unitamente ad un rapporto con il cibo dominato da comportamenti ansiogeni e ansiogenanti di tipo ossessivo compulsivo.

Nelle famiglie di questi soggetti è inoltre possibile osservare un’attenzione eccessiva per le forme del corpo, per l’immagine, per il modo in cui ci si presenta agli altri, che deve essere sempre perfetto, impeccabile, dove il sembrare viene prima dell’essere.

Ovviamente non dobbiamo pensare che tutto sia riducibile al contesto famigliare o si rischia di pensare che i genitori siano la causa di queste patologie.

Accanto ai fattori familiari, rivestono grande importanza anche i fattori sociali e i fattori psicologici individuali.

Anoressia riversa: sintomi

Anoressia riversa e vigoressia: le causeGli uomini, ma anche le donne, che soffrono di questa patologia si sottopongono ad allenamenti in palestra e ad esercizi fisici estenuanti e incessanti per accrescere sempre di più i muscoli. Seguono diete iperproteiche, spesso consigliate da altri bodybuilder o sedicenti esperti, frequentemente abusano di sostanze come steroidi e anabolizzanti, a volte anche illegali.

Queste condotte, soprattutto se protratte per lungo periodo, determinano una compromissione funzionale del corpo, innanzitutto (molto frequenti sono i problemi cardiaci), ma anche della vita sociale e relazionale dell’individuo. I pensieri ossessivi ed intrusivi che hanno come oggetto il corpo, l’immagine, la dieta, l’allenamento, sfociano spesso in un disturbo ossessivo compulsivo vero e proprio.

Dispercezione dell’immagine corporea e autostima nell’anoressia inversa

Questi soggetti lamentano di non essere abbastanza grossi, muscolosi, definiti”, nonostante la loro fisicità dica ben altro. Questo fenomeno avviene a causa di una dispercezione dell’immagine corporea di cui soffrono, ovvero un disturbo che non consente loro di vedere nello specchio la loro immagine per quella che è realmente.

L’aumento della massa muscolare, in queste persone, porta con sé anche un significativo rinforzo narcisistico, un importante aumento dell’autostima che aumenta di pari passo alla muscolatura e che, sfortunatamente, sembra basarsi e alimentarsi solamente di questo elemento, dimenticando tutto il resto.

In seduta, durante i percorsi di psicoterapia e psicoanalisi condotti dai nostri psicologi psicoterapeuti a Cernusco sul Naviglio, spesso i pazienti arrivano a domandarsi “ma chi sono io senza questo corpo, con un corpo diverso?”. Si tratta di un passaggio fondamentale nella terapia che inzia finalmente ad aprire ad altro, alla costruzione di una nuova identità al di là del solo fisico.

Quali sono i segnali, i campanelli d'allarme, a cui prestare attenzione quando parliamo di anoressia riversa o vigoressia?

Quali sono i segnali, i campanelli d'allarme, a cui prestare attenzione quando parliamo di anoressia riversa o vigoressia?I soggetti che soffrono di questo disturbo generalmente frequentano con eccessiva assiduità le palestre o qualsiasi luogo dove possano fare esercizio fisico. Ciò che li caratterizza non è solamente il numero di sedute settimanali d’allenamento (che può essere numeroso anche in soggetti che non presentano questo disturbo), ma l’ansia e lo stress profondo al quale vanno incontro laddove una di queste sessioni dovesse saltare oppure non dovessero assumere regolarmente gli integratori (quando non si tratta di veri e propri farmaci, acquistati spesso su internet, anche in modo illegale). Questa pratica “sportiva” compulsiva è spesso associata ad un uso indiscriminato di sostanze spesso proibite, mescolate, senza adeguato controllo medico con integratori, anabolizzanti, steroidi, … acquistati su internet da siti internet di dubbia affidabilità.

Il punto che caratterizza le persone che soffrono di vigoressa, di anoressia inversa, è l’eccesso, la rigidità, la smodatezza della pratica che può portare queste persone a isolarsi dalla vita sociale, confinata ai soli compagni di allenamento, e a trascurare vita familiare, scuola o lavoro, l’ossessività nel controllo alimentare, ….

Anoressia nervosa e anoressia riversa: differenze e somiglianze

Così come nell’anoressia nervosa, disturbo alimentare maggiormente conosciuto, osserviamo un soggetto, generalmente di sesso femminile, terrorizzato all’idea di ingrassare, all’idea di “non essere abbastanza magra”, nell’anoressia inversa, generalmente appannaggio del sesso maschile, il terrore è legato al non avere abbastanza muscoli, al “non essere abbastanza grosso”.

La domanda d’aiuto, di sostegno psicologico e psicoterapico nella vigoressia

Generalmente queste persone non si accorgono di avere un disturbo e, conseguentemente, non chiedono aiuto ad uno psicoterapeuta. Spesso sono i familiari o gli amici più intimi che, ormai stanchi del protrarsi di questa situazione di cui sentono il carattere eccessivo e notano che non si tratta più di un’attività fisica volta al benessere della persona, ma a qualcosa d’altro, si rivolgono ad un professionista per meglio comprendere come gestire questa situazione e aiutare il proprio caro.

Da ultimo ci preme sottolineare che fare molti allenamenti a settimana, guardarsi costantemente allo specchio, ridurre i carboidrati in favore delle proteine, iniziare ad assumere integratori, avere dei comportamenti ossessivi, soffrire di dispercezione corporea, … sono indizi preziosi che, se da un lato non devono allarmare, dall’altro devono essere certamente monitorati ed, eventualmente, riportati allo psicoterapeuta al fine di meglio indagare la situazione e, insieme, studiare la strategia migliore per intervenire.

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